REC

CIMAP! Cento Italiani Matti a Pechino

regia:
Piperno Giovann
durata:
82'
anno:
Italia, 2008
genere:
Società

Sinossi

Un viaggio folle: 77 malati mentali e 130 tra operatori, psichiatri, familiari e volontari, in treno da Venezia a Pechino, passando per Ungheria, Ucraina, Russia e Mongolia. Tra questi 200 viaggiatori appassionati ed impasticcati un gruppo di otto invincibili, di tutte le età, di tutte le categorie, e dalle diverse diagnosi, ha una missione da compiere: inventare un evento creativo che coinvolga l’intero treno, per comunicare al mondo, una volta arrivati a Pechino, il senso di questo surreale quanto concretissimo viaggio.

Tra loro i protagonisti di questo film che si raccontano, si scambiano le loro storie, si addormentano all’improvviso, si amano, si perdono, si odiano, si ritrovano.

Note di regia

Nell’agosto del 2007, un’associazione, l’ANPIS, ed un movimento, Le parole ritrovate, entrambi in prima linea nell’affrontare la malattia mentale all’interno del servizio sanitario pubblico italiano, hanno dato vita ad un evento straordinario.

Per combattere il pregiudizio che ancora soffoca la possibilità d’integrazione e di cura dei malati mentali, hanno organizzato un viaggio in treno da Venezia a Pechino: 12.000 chilometri in venti giorni con 77 malati mentali e 130 tra familiari, operatori sanitari, volontari e psichiatri provenienti da tutta Italia. In questo treno c’era un’atmosfera speciale: non sapevi mai se avevi di fronte un matto, uno psichiatra, un familiare o altro, c’era una collaborazione ed una grande voglia di conoscersi e di fare le cose assieme, si cercava di prendere le decisioni comuni con la massima democrazia possibile: una sorta di cristiano-comunismo realizzato.

Noi della troupe eravamo completamente coinvolti da questa atmosfera e, per quanto ci ritagliassimo molti momenti soli con i nostri protagonisti, eravamo parte integrante dei 200 e ovviamente, vivendo tutti assieme, dopo due giorni nessuno “ci vedeva più”. Il viaggio ha in qualche modo trasformato tutti: ho potuto quindi raccontare l’evoluzione dei miei personaggi, e attraverso questa avere una metafora forte della possibilità che hanno i malati mentali - quando messi nelle giuste condizioni (non c’è niente da fare, è un luogo comune ma corrisponde alla realtà: l’amore è la migliore medicina) - di migliorare la qualità della loro vita.

E, come dovrebbe accadere ogni volta che si gira un documentario, ho vissuto un’esperienza che ha cambiato qualcosa anche di me.

Crediti

Regia e soggetto: Giovanni Piperno
Montaggio: Paolo Petrucci
Fotografia: Raoul Torresi
Suono: Fabio Santesarti
Organizzazione generale: Tatiana Vecchio
Musica: Rinne Radio
Aiuto regia: Emanuele Svezia
Produzione: Ruvido Produzioni
Produttori: Carlo Gavaudan, Franco Pannacci e Luisa Pistoia