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Meno male è lunedì

regia:
Vendemmiati Filippo
durata:
80'
anno:
Italia, 2014
genere:
Società

Sinossi

Un gruppo di operai in pensione riprende il lavoro per insegnare il mestiere a 13 detenuti nell’officina nata in carcere.

La trasmissione del sapere rovescia il rapporto libertà-prigionia. Usare la vite giusta diventa metafora della ricostruzione di una vita. L’officina dei detenuti è spazio di libertà.

Se l’operaio torna metalmeccanico in prigione, il detenuto con quello stesso ruolo rientra nel gioco della vita.

Il tono è leggero, quasi da commedia.

Nel “lavoro fuori” il lunedì è il giorno peggiore, nel “lavoro dentro” è il migliore. Sabato e domenica per il detenuto-operaio sono solo noia e l’attesa del lavoro di chi non vuole ferie. Un documentario per la dignità dell’uomo.

Note di regia

Il carcere è un non-luogo senza tempo. La peggiore condanna cui è sottoposto un detenuto è la sottrazione del trascorrere dei giorni. I detenuti che lavorano in questa insolita officina all’interno del carcere della Dozza in qualche modo hanno ritrovato un luogo di libertà e un tempo di vita.

I giorni della settimana hanno un senso e una cadenza dettata dai turni di lavoro. I gesti e le parole evadono per costruire un mestiere e relazioni umane. Nè detenuti, nè uomini liberi, solo operai uniti nel lavoro, scambio di saperi, “storie di viti e di vite”. «Per me è solo un’officina - dice un tutoroperaio - è come essere in un campo di calcio, il pubblico non lo senti».

Ho immaginato Meno male è lunedì come una “commedia brillante” dietro le sbarre. Otto giorni, da lunedì a lunedì, per costruire un grande manufatto, una Spider dalla calotta arancione, ingranaggio fondamentale di un sistema avanzato di confezionamento della merce.

I dialoghi e le confessioni dei protagonisti accompagnano la costruzione del manufatto, anzi sono “la storia del manufatto” e delle mani che l’hanno creato. 

Crediti

Soggetto e sceneggiatura: Filippo Vendemmiati; 
fotografia: Stefano Massari; 
musiche: Têtes de Bois (Luca De Carlo, Carlo Amato), Andrea Satta), Angelo Pelini); 
montaggio: Stefano Massari;
interpreti: Filahi Abdelkarim, Nazar Ahmad, Duka Arben, Massimo Barillari, Luigi Boschieri, Carlo Cavazza, Claudio Gallerani, Fathi Gharnoughi, Giancarlo Giovannini, Aldo Gori, Luigi Lanzarini, Lorenzo Lo Preiato, Vincenzo Miani, Valerio Monteventi, Fathmir Myslihaka, Alla Parparim, Mirko Pasqua Di Bisceglie, Federcio Pignatelli, Stjepan Prnjat, Roberto Ragazzi, Rochid Said, Silvano Simoncini, Renzo Tamari, Claudio Tinti, Ferdinando Valenti; 
produzione: TOMATO DOC&FILM